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L’ammissione al passivo delle pretese creditorie l’agente della riscossione

a cura di V. Naccarato

La tipologia dei titoli

L'art. 87 del D.P.R. 602/73 indica il "solo Ruolo" quale Titolo Legittimante l'ammissione al passivo nelle procedure fallimentari. E' opportuno però evidenziare che il Decreto Legge n. 78/2010 - convertito in Legge n. 122/2010 -, nell'ottica di favorire l'avvicinamento tra la fase di accertamento e di liquidazione dei crediti tributari, ha introdotto due nuovi Titoli legittimanti la riscossione: gli Avvisi di Addebito emessi e notificati direttamente dall'INPS (c.d. A.V.A. art. 30 D.L. 30 del D.L. n. 78/2010) e gli Avvisi di Accertamento emessi e notificati direttamente dall'Agenzia delle Entrate (c.d. A.V.E. art. 29 D.L. 30 del D.L. n. 78/2010), entrambi sostitutivi delle Cartelle di Pagamento, e con valore di titolo esecutivo.

Gli Avvisi di addebito "esecutivi": cd. AVA

Sono stati introdotti con l'art. 30 del DL 78/2010: dal 01 gennaio 2011 la riscossione coattiva dei crediti dell'INPS avviene mediante la notifica un avviso di addebito, debitamente sottoscritto, anche mediante firma elettronica, dal responsabile dell'Ufficio che ha emesso l'atto. Tale avviso deve è notificato, in via prioritaria, tramite posta elettronica certificata (la notifica può avere luogo anche per mezzo dei messi comunali, degli agenti della polizia municipale, con raccomandata a.r.).

Contengono l'intimazione al pagamento entro 60 giorni dalla notifica e l'avviso che in mancanza si proseguirà direttamente ad esecuzione forzata, intrapresa dall'Agente della Riscossione.

Gli avvisi di accertamento "esecutivi": cd. AVE

Sono stati introdotti con l'art. 29 del DL 78/2010 per i crediti erariali maturati dal periodo d'imposta 2007 in poi concernono solo le imposte IRPEF, IRES, IRAP e IVA e i connessi provvedimenti di irrogazione delle sanzioni (se contenuti nello stesso avviso di accertamento). Trovano applicazione quindi per le addizionali IRPEF, le ritenute d'acconto e d'imposta, le imposte sostitutive di quelle sui redditi, le imposte liquidate tramite tassazione separata; acquisiscono valore di Titolo Esecutivo decorsi 60 gg. dalla notifica (effettuata direttamente dall'Ente Impositore). L'Agente della Riscossione è deputato all'esecuzione del Titolo non pagato e non opposto. Per i tributi non previsti continuano ad applicarsi le vecchie norme ovvero vi sarà l'iscrizione a ruolo e la successiva emissione della cartella di pagamento.

La predisposizione e la trasmissione delle insinuazioni al passivo

Il primo adempimento è relativo al controllo ed alla sistemazione degli allegati, al fine di consentire al Curatore un più agevole esame della domanda. L'allegato principale dell'Istanza di ammissione al passivo proposta dall'Agente della Riscossione è il titolo indicante il credito domandato, che, come detto, può esser costituito dall'Estratto Ruolo, dagli Avvisi di Addebito per crediti insoluti INPS e/o dagli Avvisi di Accertamento per crediti insoluti dovuti all'Amministrazione Finanziaria.

Nonostante la Giurisprudenza sembra consolidarsi nel senso di ritenere sufficientemente provato il credito fiscale, in sede di accertamento del passivo, con la sola allegazione dell'Estratto Ruolo, e nell'ottica del dovere di completezza e di collaborazione con gli Organi della Procedura, le istanze di ammissione al passivo proposte da Equitalia Sud S.p.A. sono corredate delle relate di notifica delle rispettive Cartelle di Pagamento, specie quando queste siano state notificate alla società in bonis, salvo i casi in cui, l'eccessivo decorso del tempo, non consenta all'Agente di assolvere tale allegazione. E' opportuno evidenziare che da circa un anno, a ciascuna istanza di insinuazione proposta da Equitalia Sud S.p.A., non sono più allegati singoli Estratti Ruolo, ma un riepilogo degli Estratti stessi, contenente le medesime informazioni dell'Estratto singolo, ovvero l'indicazione delle singole iscrizioni, ma in aggiunta, la situazione riepilogativa delle somme richieste in chirografo ed in privilegio con la rispettiva suddivisione per gradi.

Sempre nell'ottica di offrire maggiore completezza, l'Agente della Riscossione provvede alla richiesta degli Atti Sottostanti le pretesa oggetto della domanda di ammissione al passivo ai diversi Enti Impositori titolari dei crediti (iscritti a Ruolo), producendo i relativi riscontri pervenuti successivamente al deposito, a titolo di integrazioni. La redazione dell'istanza di insinuazione da parte di Equitalia consta nell'esposizione sintetica delle somme di cui si domanda l'ammissione al passivo, distinte per gli importi totali richiesti in chirografo ed in privilegio.

All'estratto dei Ruoli allegato, segue il prospetto riepilogativo, che costituisce una rappresentazione complessiva delle somme totali richieste per gradi di privilegio ed in chirografo, cui sono aggiunte le spese richieste in via chirografaria ai sensi art. 17, comma 6 D.Lgs. 112/99, D.M. 21/11/2000.

Com'è noto, tra le novità più rilevanti introdotte dal c.d. Decreto sviluppo bis (D.L. n. 179/2012, convertito nella Legge n. 221/2012), vi è quella riguardante le modalità di comunicazione degli atti nelle procedure concorsuali, e, in particolare, l'obbligo di presentare le domande di ammissione al passivo esclusivamente a mezzo posta elettronica certificata all'indirizzo di PEC. del curatore. La nuova disciplina si applica dal 19 dicembre 2012 a tutti i nuovi fallimenti nonché a quelli già pendenti a tale data nei quali il curatore non abbia ancora inviato ai creditori l'avviso di cui all'art. 92 L.Fall.

La nuova formulazione dell'art. 93 L. Fall., per la parte che interessa, prevede al comma 1 che "La domanda di ammissione al passivo di un credito, di restituzione o rivendicazione di beni mobili e immobili, si propone con ricorso da trasmettere a norma del comma seguente almeno trenta giorni prima dell'udienza fissata per l'esame dello stato passivo", proseguendo al comma 2 disponendo che "Il ricorso può essere sottoscritto anche personalmente dalla parte ed è formato ai sensi degli articoli 21, comma 2, ovvero 22, comma 3, del decreto legislativo 7 marzo 2005 n. 82, e successive modificazioni, e nel termine stabilito dal primo comma, è trasmesso all'indirizzo di posta elettronica certificata del curatore indicato nell'avviso di cui all'articolo 92, unitamente ai documenti di cui al successivo sesto comma. L'originale del titolo di credito allegato al ricorso è depositato presso la cancelleria del tribunale".

Per una corretta formazione e trasmissione del documento informatico, occorre di volta in volta indagare sulla idoneità del documento stesso, per come formato e trasmesso, a soddisfare i requisiti prescritti della legge a pena di irricevibilità della domanda. Nel caso che direttamente riguarda le istanze di ammissione al passivo predisposte e trasmesse da Equitalia Sud S.p.A., si è sovente verificato un problema di mancata ammissione al passivo dovuta all'impossibilità di ricevere l'istanza e gli allegati trasmessi in formato digitalizzato.

E' opportuno evidenziare che, da un lato, la mole di istanze di ammissione al passivo gestita direttamente dagli Uffici deputati alla riscossione dei crediti concorsuali, è tale da non consentire sempre il puntuale adempimento della verifica periodica dei progetti di stato passivo depositati in vista delle udienze di verifica, dall'altro, l'invio della p.e.c. da parte dell'Agente della Riscossione, si perfeziona con le conseguenti conferme di trasmissione e di avvenuta accettazione da parte del Curatore destinatario che prescindono dalla materiale possibilità di apertura dei relativi file.

Tale disguido ha condotto, a provvedimenti di mancata ammissione per irricevibilità dell'istanza, rispetto ai quali è necessario individuare in che termini e con quali modalità l'Agente della Riscossione creditore può chiedere ed ottenere un esame di merito della propria istanza e giungendo al cuore del problema. Volendo approntare una soluzione possibile, sembrerebbe doversi escludere l'impugnazione del provvedimento in tali termini emesso, nelle forme dell'opposizione allo stato passivo, ciò per due non trascurabili circostanze:

1. considerato che il processo telematico rappresenta un innovazione del sistema processuale finalizzata ad un'ottica deflattiva del contenzioso, l'impugnazione con l'opposizione ex art. 98 L.Fall. del Provvedimento di irricevibilità la cui motivazione è appunto rappresentata dal disguido tecnico che ha impedito l'apertura del file ed il conseguente esame nel merito dell'istanza, rappresenterebbe un effetto assolutamente contrario all'intenzione deflattiva del Legislatore stesso.

2. Da un punto di vista pratico, sembrerebbe paradossale chiedere in sede di opposizione l'esame non compiuto in sede di verifica tempestiva e/o tardiva, a causa di un disguido tecnico, non essendoci ulteriori motivazioni da addurre nel merito.

Ciò posto, la soluzione che maggiormente si presenterebbe a risolvere la questione, potrebbe esser quella di consentire, nel caso in cui oggetto del provvedimento di irricevibilità sia stata una domanda tempestiva, la riproposizione dell'istanza tardiva ex art. 101 L. Fall., oppure, nel caso in cui la domanda in questione sia già tardiva, consentirne il deposito ultratardivo, e procedere al relativo esame, non potendo il disguido tecnico dell'irricevibilità una causa imputabili all'istante.

Autore: Vincenzo Naccarato

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